Recensioni Amazon KDP: le Regole Ufficiali Spiegate ai Self Publisher
Olà Publisher, conosci la frase “The Money Is In The List”?
Nel Self Publishing è ancora più vera: se non hai un sistema per trasformare lettori in contatti e recensioni a comando su Amazon, stai regalando soldi alla piattaforma e ai tuoi concorrenti.
Puoi beccare la nicchia giusta, avere una copertina che spacca e azzeccare il lancio, ma senza un motore che ti porta in casa tua email e review ogni libro fa il solito giro: parte, sale un po’, poi sparisce e tu non hai né recensioni solide né una lista a cui parlare.
E ricordati una cosa: sulla pagina prodotto in Amazon la cosidetta social proof, le recensioni, sono proprio li sotto al titolo del tuo libro, sotto il nome dell’autore– prima ancora del tuo copy, la maggior parte dei lettori guarda stelline e numero di review, e decide se restare o andarsene in base a quello.
Dentro questo articolo trovi le fondamenta di quel motore, ti mostro:
cosa è davvero consentito e cosa è vietato quando chiedi recensioni su Amazon,
come puoi usare copie gratuite o scontate senza farti segare le review,
quali frasi NON devi mettere nelle tue email e quali pratiche (scambi, pacchetti, incentivi vari) ti mettono a rischio ban,
e altro ancora, tutto coerente con le linee guida di Amazon e KDP.
L’obiettivo è che alla fine tu abbia una mappa chiara di ciò che è consentito fare in ottica Social Proof prima di iniziare a progettare il tuo sistema che porti recensioni vere senza dipendere da:
VA (ormai non si usano più da anni),
Servizi esterni di compravendita recensioni,
Siti di scambi recensioni con altri Self Publishers,
“100 review garantite” con le facebooks ads
che ti lasciano, oltre che il portafoglio più leggero, ancora una volta senza una lista.
Sono Gomez, faccio Self Publishing dal 2021 e questo mestiere mi ha permesso di lasciare il lavoro da informatico e trasferirmi in Portogallo con la mia famiglia, a 100 metri dall’oceano. In questi anni mi sono convinto di una cosa in modo piuttosto brutale: non puoi delegare niente se prima non domini un argomento, e comunque puoi dare fuori copertine, impaginazione, persino parte del marketing… ma se non ti tieni il controllo del sistema che trasforma lettori in recensioni e lista contatti, stai giocando con il freno a mano tirato.
Quindi direi di andare dritti al punto: vediamo cosa Amazon permette e cosa no in termini di recensioni.
Cosa Amazon vuole davvero dalle recensioni
Diciamo le cose come stanno: per Amazon le recensioni servono ad aiutare i clienti a prendere decisioni di acquisto informate sui prodotti, sulla base di opinioni autentiche di altri clienti.
Le linee guida ufficiali su KDP spiegano che le recensioni devono essere affidabili, sicure e utili per la community; i contenuti che non rispettano queste caratteristiche possono essere bloccati o rimossi dal team che gestisce le recensioni.
Dal lato cliente, le pagine di aiuto sulle recensioni ribadiscono che il loro scopo è dare un quadro realistico dell’esperienza degli altri utenti, non promuovere artificialmente un prodotto.
La social proof funziona perché le persone si fidano molto di più di altri lettori che del tuo copy: analisi su e commerce e Amazon mostrano che prodotti con un buon numero di review hanno probabilità di acquisto nettamente più alta rispetto a quelli senza recensioni o con pochissimi feedback.
Su una pagina prodotto il percorso mentale è quasi sempre questo: prima si guarda il voto medio e il numero di recensioni, poi – se quei numeri “passano il filtro” – si legge la descrizione e il resto.
Entra in gioco anche la “social proof threshold”: ovvero il numero di recensioni, intorno alle 40–60, oltre il quale un prodotto inizia a essere percepito come “degno di attenzione”, mentre oltre le 100 review l’effetto principale diventa soprattutto sulla conversione e sul CTR degli annunci, più che sull’ego dell’autore.
Tradotto per te: le prime decine di recensioni servono a far uscire il libro dalla zona “fantasma” e farlo sembrare una scelta sensata; da lì in poi ogni recensione aggiuntiva aiuta a spremere meglio il traffico che già hai (più click sugli ads, più acquisti a parità di visite).
Cosa è permesso fare per ottenere recensioni Amazon
Qui entriamo nel perimetro “verde”, quello in cui puoi muoverti tranquillo se progetti bene il sistema.
Le linee guida ufficiali KDP indicano che puoi offrire prodotti gratuiti o scontati, inclusi i libri, e che i clienti che ricevono questi prodotti possono lasciare recensioni, purché non ci siano incentivi o condizioni legati alla recensione stessa o al contenuto della recensione.
Tradotto: puoi fare promo, free day, lanci con sconto, inviare copie omaggio alla tua lista, ma la review non deve essere presentata come il prezzo da pagare per avere il libro.
Amazon consente ai venditori e agli autori di chiedere recensioni ai clienti in modo neutrale.
Puoi – e dovresti – mandare email o messaggi per ricordare al lettore che può recensire. Le pagine di aiuto spiegano che i clienti possono lasciare una recensione dai propri ordini o dalla pagina prodotto, usando il pulsante per scrivere una recensione cliente, quindi aiutare il lettore a trovare quel punto è perfettamente lecito.
La chiave è il tono: devi chiedere una recensione onesta, non una recensione positiva. Le policy vietano esplicitamente di chiedere solo recensioni positive, di sollecitare un determinato numero di stelle o di filtrare chi recensisce per mostrare solo feedback favorevoli.
Esempi di frasi neutrali che rispettano lo spirito delle linee guida potrebbero essere cose come “Se ti va, puoi lasciare una recensione onesta su Amazon: il tuo feedback aiuta altri lettori a capire se questo libro fa per loro” oppure “Quando hai finito il libro, mi farebbe piacere sapere cosa ne pensi direttamente sulla pagina Amazon, in modo che la tua esperienza possa essere utile anche agli altri”.
Fondamentale anche il timing: chiedere una recensione il giorno dopo l’acquisto, quando il lettore non ha avuto materialmente tempo di leggere, è inutile e in certi casi controproducente. Amazon non impone un intervallo specifico, ma si aspetta che la recensione derivi da un utilizzo effettivo del prodotto.
Per libri di testo medio/lungo molti operatori consigliano di aspettare almeno 7–14 giorni, mentre per low content, quaderni operativi o attività per bambini può bastare una finestra di 3–5 giorni, perché l’uso è più rapido.
Se inserisci questo timing in un flusso automatico (sequenza email, automazione SMS, reminder via chatbot), ogni nuovo lettore entra da solo in un “motore recensioni” che lavora al posto tuo: tu non devi ricordarti chi ha comprato cosa e quando; il sistema guarda la data di acquisto o di download e fa partire il promemoria nel momento più sensato per ottenere una recensione onesta e utile.
Cosa è vietato (e perché ti rovina il business)
Qui non stiamo parlando solo di “regole scritte da qualche avvocato”, ma di cose che possono azzerare anni di lavoro in una notte.
Le policy Amazon vietano qualsiasi forma di recensione incentivata: non è consentito offrire denaro, rimborsi, carte regalo, sconti, prodotti gratuiti aggiuntivi o altri vantaggi in cambio di una recensione o in cambio di una recensione positiva.
Se entri in questa zona, il rischio non è solo che sparisca la singola recensione: Amazon può rimuovere blocchi interi di review, limitare la possibilità di recensire prodotti associati a un certo account e, nei casi più gravi, sospendere o chiudere l’account stesso.
Devi anche tenere chiara una linea mentale: c’è una differenza enorme tra “chiedere una recensione” e “chiedere una recensione positiva”.
Amazon accetta che tu inviti i clienti a lasciare un feedback, ma vieta di chiedere solo recensioni positive, di indirizzare i clienti soddisfatti verso la recensione pubblica e quelli insoddisfatti verso canali privati, o di manipolare la selezione di chi può recensire.
Tutte le formule del tipo “se ti è piaciuto lascia 5 stelle, se hai critiche scrivimi in privato” vanno contro questo principio: stai cercando di manipolare l’immagine pubblica del prodotto, non di raccogliere opinioni oneste.
In più, non sei solo tu a “sapere” queste cose: Amazon usa sistemi automatici e modelli di machine learning per individuare pattern sospetti nelle recensioni e contrastare le recensioni false o fraudolente.
Parliamo di spike improvvisi di review in poco tempo, recensioni troppo simili tra loro, troppe review da account non verificati o concentrate in certi gruppi, correlazioni tra acquisti e feedback che sembrano artificiali.
Se ti affidi a scambi, network chiusi o servizi “magici”, stai lasciando una traccia facile da intercettare da questi sistemi: il risultato è che non solo perdi la social proof costruita così, ma ti metti un bersaglio addosso per tutto il resto del catalogo.
Copie gratuite / scontate: cosa puoi fare e cosa NO
Amazon non ti vieta di usare copie gratuite o scontate; specifica però che non puoi condizionare la fornitura del prodotto alla pubblicazione di una recensione o al tipo di recensione che verrà lasciata, e che non puoi offrire incentivi aggiuntivi collegati alla recensione stessa.
Per questo è utile avere in testa un mini framework chiaro con scenari OK e scenari NO.
Tre scenari “OK”
Questi sono allineati con lo spirito delle linee guida, se mantieni il tono neutro:
ARC / copie anticipate
Invii il libro in anteprima a un gruppo di lettori dicendo, ad esempio: “Ti mando una copia gratuita / anticipata del libro. Se dopo la lettura ti va di lasciare una recensione onesta su Amazon, il tuo feedback è super apprezzato”. Qui la recensione è una possibilità, non una condizione.
Promo free / sconti + email neutrale
Fai una promo gratuita o a prezzo ridotto, raccogli i download e, dopo un tempo ragionevole, mandi una mail che ricorda dove si lascia la recensione, senza promettere nulla in cambio e senza chiedere un voto specifico.
Invio a lista esistente come “regalo”
Se hai una mailing list, puoi regalare il libro (o una versione aggiornata) spiegando che è un dono per chi ti segue, e solo alla fine aggiungere una riga del tipo “se dopo averlo letto ti va di lasciare una recensione onesta su Amazon, aiuta molto altri lettori”. Il focus è sul regalo, non sulla review.
In tutti questi casi la recensione è richiesta come feedback volontario e onesto, non come moneta di scambio.
Tre scenari “NO”
Questi invece ti portano dritto fuori dal perimetro, perché trasformano la recensione in una transazione:
“Ti rimborso il libro se mi lasci una recensione positiva”
Qui stai comprando un giudizio specifico: rientra a pieno titolo nelle recensioni incentivate vietate dalle policy.
“Ti regalo X SOLO se mi lasci la recensione”
Che X sia un buono, un corso, un file premium o altro, il problema è quella parola: SOLO. Stai dicendo che il bonus arriva solo se arriva la review, e questo è esattamente ciò che Amazon non consente.
“Ti mando il libro gratis solo se mi prometti una review”
Anche se non parli di soldi, il meccanismo è lo stesso: stai barattando il libro con la recensione. La copia gratuita è ammessa, la condizione “ti do il libro solo se…” no.
Tenere distinti questi scenari ti posiziona subito come quello che mette ordine nel caos: non il “guru delle scorciatoie”, ma l’ingegnere della social proof che sa usare copie gratuite e sconti come leve pulite dentro le regole, invece che come detonatori per farsi rimuovere metà delle recensioni.
Compliance come vantaggio competitivo (non solo “per non farsi bannare”)
La maggior parte dei self publisher ragiona in ottica “short term”: pacchetti recensioni, scambi nei gruppi, trucchetti per alzare le stelline in fretta e poi si spera che Amazon non se ne accorga.
Il problema è che Amazon, periodicamente, fa pulizia: aggiorna i sistemi antifrode, rimuove recensioni sospette e interviene contro tentativi organizzati di manipolare le review.
E quando succede, chi ha costruito la social proof su scorciatoie si trova a zero da un giorno all’altro: recensioni sparite, libri di nuovo “nudi”, in certi casi account flaggato o limitato.
Se lavori in compliance, giochi un altro sport. Ogni recensione che entra nel tuo sistema è un asset che probabilmente rimane lì anche alla prossima ondata di controlli, perché il modo in cui l’hai ottenuta è allineato a ciò che Amazon dichiara nelle sue pagine ufficiali (KDP Customer Reviews, Community Guidelines).
E qui entra in gioco il concetto di “engine”: se progetti il tuo Social Proof Engine direttamente sulle regole – niente incentivi, niente promesse di review positive, niente network opachi – non devi ricostruire tutto ogni anno; ti basta migliorare copy, tempi, segmentazione, ma il sistema di base resta valido.
Questo è il vero vantaggio competitivo: mentre gli altri passano il tempo a inseguire l’ennesimo trucchetto da gruppo Facebook e a rimettere in piedi la social proof dopo ogni “falcidia”, tu hai un motore stabile che macina lettori → recensioni → conversione, dentro il perimetro che decide Amazon.
Checklist operativa finale (firmata “ingegnere della social proof”)
Arrivati qui hai la teoria, ma la differenza la fai su cosa sistemi stasera nel tuo account. Per questo ti lascio una checklist secca da usare subito sui tuoi funnel e sulle tue email.
Controlla tutte le email e i messaggi in cui parli di recensioni: togli qualsiasi riferimento a “recensione positiva”, “5 stelle”, “solo se ti è piaciuto” o simili. Devi chiedere feedback onesto, non un voto specifico.
Verifica che non stai offrendo niente oltre alla copia gratuita o scontata del libro legato alla recensione: se da qualche parte prometti buoni, regali, bonus, accessi speciali in cambio della review, quella parte va riscritta.
Imposta almeno un promemoria automatico post lettura con testo neutrale: un’email o un messaggio che parte dopo un tempo realistico (3–5 giorni per low content, 7–14 per libri più lunghi) e spiega solo dove e come lasciare una recensione onesta.
Rivedi tutti i flussi in cui “selezioni” chi chiedere la recensione: se stai cercando di far recensire solo chi ti ha detto che è contento, stai filtrando il feedback. Chiedi a tutti allo stesso modo, lascia che sia il lettore a decidere.
Fatti questa domanda ogni volta che progetti un nuovo step del sistema recensioni: “Se un tizio di Amazon leggesse questo testo o vedesse questo flusso, gli sembrerebbe una richiesta onesta o un tentativo di manipolare le recensioni?”. Se hai anche solo il dubbio che possa sembrare manipolazione, non farla.
Se inizi da qui, fai già più di quello che fa il 90% dei self publisher: stai costruendo un motore di social proof che Amazon può vedere, analizzare e – soprattutto – lasciare in piedi, mentre continua a portarti recensioni e vendite nel tempo.
Conclusioni
Questo era tutto ciò che ti serve per progettare un sistema recensioni pulito, che lavora con Amazon invece che contro Amazon.
Ora sai cosa puoi fare, cosa non puoi permetterti di fare e come usare copie gratuite, sconti e automazioni per costruire un motore di social proof che non salta in aria alla prossima ondata di controlli.
Le linee guida e le pagine di supporto KDP non sono scolpite nella pietra: Amazon le aggiorna e le affina nel tempo.
Per questo, all’interno del progetto, teniamo monitorate ogni settimana le pagine ufficiali di Amazon dedicate a recensioni, community e contenuti, e quando c’è un cambiamento rilevante aggiorniamo di conseguenza questo articolo e avvisiamo i lettori.
In pratica, invece di inseguire voci di corridoio o “ho sentito che adesso si può…”, ti basta tornare qui: trovi sempre una versione dell’articolo allineata con l’ultimo stato delle regole, più le nostre traduzioni operative in linguaggio da self publisher.
Se vuoi fare il passo successivo e trasformare questo motore recensioni in una strategia completa per il tuo catalogo, corri a leggere il prossimo articolo: entreremo nel pratico su come collegare social proof, lista email e lancio dei nuovi titoli.
Sto imparando il portoghese quindi lascia che mi eserviti:
Por enquanto é tudo!
Até breve!
Gomez